It is undesirable to believe a proposition when there is no ground whatsoever for supposing it is true.

Bertrand Russell
 

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mediaversi

Italiano < mediaversi > è una collana editoriale, pubblicata dall'editore CLUEB e coprodotta da Noema, che si propone di riflettere in maniera interdisciplinare sulle relazioni che intercorrono tra i media (non solo quelli digitali), le tecnologie emergenti e la società nelle sue manifestazioni fondamentali: cultura, rappresentazione, comunicazione, forme artistiche e di espressione.

English < mediaversi > is a series of books published by CLUEB and coproduced by Noema which aims at reflecting in an interdisciplinary way on the relations among the media (not only the digitally based ones), the emergent technologies and the society in its fundamental expressions: culture, representations, communications, arts.


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 Gene Youngblood, Expanded Cinema, 2013

Edizione italiana a cura di Pier Luigi Capucci e Simonetta Fadda. Glossario di Francesco Monico

ImageExpanded Cinema, che abbiamo il piacere di offrire al lettore italiano per la prima volta, presenta un approccio aperto sull’apporto che i nuovi strumenti possono dare alla creatività. Le tecnologie sono l’anima del nuovo, il motore dell’innovazione, rimodellano continuamente la dimensione materiale della società, la conoscenza, il corpo, gli strumenti e i dispositivi, modificando quelli esistenti e creandone di nuovi. Il computer, il video, la realtà virtuale, l’olografia, e più in generale le tecnologie di rappresentazione, “espandono il cinema” perché creano forme espressive che istituiscono modalità di realizzazione, fruizione, distribuzione e condivisione che sono al di fuori del cinema. E  aprono orizzonti teorici, culturali, estetici, sociali ed economici nuovi. Ma il cinema è “espanso” anche per la prospettiva generale che pervade il volume di Youngblood, costituendone un tratto fondamentale: l’intima commistione tra forme comunicative, artistiche, scienze e tecnologie.
 
Per Youngblood arte, comunicazione e tecnologia costituiscono elementi fondamentali e strettamente correlati. Le sue idee anticipano le riflessioni contemporanee sia per quanto riguarda gli studi cinematografici sulle tecnologie audiovisive sia per quanto riguarda l’evoluzione dei new media dal cinema. Nel mettere in rilievo, anche attraverso l’analisi di numerosi lavori, la continua sperimentazione sulle forme e l’ibridazione di media e tecnologie, il lavoro di Youngblood anticipa anche quel campo artistico, oggi rilevante, generalmente conosciuto col nome di “new media arts”.
 
pp. 389, ISBN 978-88-491-2788-1, € 26

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Vito Campanelli, Remix It Yourself, 2012

Analisi socio-estetica delle forme comunicative del Web

Prefazione di Alberto Abruzzese

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Remix, mashup, sample, loop, cut and paste, embed, edit, post, link, geoposition, tag, quote, retweet, update, share sono alcuni tra i termini tecnici ormai entrati nel linguaggio comune che contribuiscono a delineare un inedito orizzonte: quello delle pratiche creative rese possibili dai media digitali. Tali pratiche hanno saturato ogni frammento di quotidianità e impegnano in un continuum comunicativo gli abitanti di un pianeta sempre più interconnesso e dipendente dalle tecnologie della comunicazione.

Se il paesaggio moderno assumeva consistenza in virtù del modello secondo il quale si usa il passato per costruire il futuro, in quello contemporaneo si impongono tratti peculiari che giustificano i tentativi volti a far emergere la mappa di una nuova cultura, quella appunto del remix, che privilegia, più di quanto sia avvenuto in precedenti epoche storiche, modalità compositive basate sul riutilizzo – più o meno – creativo e consapevole di oggetti culturali preesistenti.

In una siffatta cornice, i concetti correlati di ‘innovazione’ e ‘ripetizione’ rappresentano le principali coordinate attraverso le quali questo libro prova a far luce sulle più attuali forme comunicative, stringendo in particolare il fuoco su una possibile genealogia del remix, sull’inattualità di categorie moderne quali ‘autore’ e ‘originale’ e sull’erosione dei confini dell’amatorialità; sui contributi della cultura hacker e sull’ereditarietà sociale dei motivi culturali; sulle estetiche della ripetizione e dell’ibridazione alla luce dei contributi macchinici alla creatività e, infine, sulla difficile ricerca di una dimensione etica delle pratiche remixatorie.

pp. 130, ISBN 978-88-491-3583-1, € 16

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Luca Barbeni, Fino alla fine del cinema, 2010

 Prefazione di Bruce Sterling

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Le opere di webcinema costituiscono la frontiera dove gli artisti utilizzano le tecnologie digitali per creare storie non-lineari e/o interattive. Da un punto di vista evolutivo molti dei casi presentati in questo volume rappresentano mutazioni non adattive, che non supereranno la prova della mediasfera. Col tempo spariranno, proprio come è successo alle popolazioni poco “fit” con l’ambiente contemporaneo. Altri sopravviveranno, muteranno, dando vita a tecniche, linguaggi, metodologie nuove per raccontare le storie.

Questa molteplicità di forme è direttamente collegata alle diverse tecnologie utilizzate, e ogni tecnologia include spazi, momenti e pratiche differenti: la moltiplicazione degli spazi dove fruire di storie va di pari passo con la non-linearità della drammaturgia. Come dice Manuel De Landa, la realtà non è che “un’unica materiaenergia soggetta a transizioni di fase di vario tipo, dove ogni strato di ‘materia’ accumulato non fa che arricchire il serbatoio di dinamica e di combinatoria non lineari a disposizione per generare nuove strutture e processi”, così l’isomorfismo digitale facilita la ricombinazione dei linguaggi mentre la miniaturizzazione delle tecnologie e la pervasività di Internet facilitano l’integrazione di realtà e narrazione.

Gli artisti selezionati costituiscono un percorso che dalla linearità e da un singolo media arriva fino all’interattività e alla cross medialità su un territorio inesplorato, dove le storie vengono raccontate e fruite utilizzando Flash e social network.

pp. 130, ISBN 978-88-491-3411-7, € 12

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Marco Teti, Lo specchio dell’anime. L’animazione giapponese di serie e il suo spettatore, 2009

 

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Il disegno animato di serie prodotto nell’arcipelago giapponese ha conquistato negli ultimi decenni un ruolo di assoluta centralità nel campo della cultura di massa.

All’origine del fenomeno si collocano fattori di ordine diverso. Uno dei più importanti di essi, del quale ci si occupa in maniera approfondita nel presente volume, è rappresentato dalla creazione, da parte dei realizzatori degli anime, di un linguaggio diretto e immediato in grado di fare presa su di un pubblico costituito in prevalenza da bambini e adolescenti. La parola anime è un neologismo coniato in Giappone e ottenuto contraendo il termine inglese animation. Essa viene utilizzata per indicare le opere animate nipponiche.

Il saggio prende inoltre in esame la poetica, l’impianto strutturale e il progetto estetico che emergono dalle serie animate giapponesi. Alla base del successo registrato dalle suddette serie anche al di fuori dei propri confini nazionali va posta la capacità di suscitare l’interesse degli spettatori attraverso i temi trattati, gli espedienti narrativi usati e le strategie enunciative elaborate

pp. 81, italiano, ISBN 978-88-491-3273-1, € 10,00

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Autori Vari, Struttura #3 Organica. Il vivente nel mare digitale, 2008

Image[English text ]

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"Dal momento che la percezione della natura nel corso della storia è stata profondamente influenzata dai cambiamenti delle tecnologie di produzione e di comunicazione, si può affermare che un'idea nuova di natura stia emergendo nel nostro tempo?" (Leandro Pisano)

Le ricerche dell'arte contemporanea portano all'evidenza del pubblico i cambiamenti sociali, culturali e antropologici determinati dalle nuove tecnologie e dalla sperimentazione scientifica in relazione all'uomo e alla natura. Le esplorazioni dei mutamenti in atto suggeriscono più labili confini tra organico e inorganico e rinnovano la gamma delle sinergie espressive.

La pubblicazione raccoglie i contributi di esperti che sono intervenuti su questi temi critici e le testimonianze di artisti e creativi che hanno scandagliato i campi dell'Arte Biotech e del codice generativo, della net.art, del video e della performance, durante i tre giorni di festival Struttura Organica nel settembre 2007.

pp. 127, italiano e inglese, ISBN 978-88-491-3040-9, € 15,00

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Giulia Caramaschi, I confini della comunicazione. Discorsi, immagini, pratiche nella società dell’informazione, 2008

Prefazione di Derrick de Kerckhove

ImageNell’epoca del web 2.0 e delle culture partecipative, questo libro si interroga sulla semantica dell’informazione. Un concetto centrale intorno al quale si dispiegano le infinite sfaccettature dei processi comunicativi: dalle pratiche sociali – economiche, politiche, organizzative, scientifiche ecc. – ai comportamenti riconducibili alle varie esperienze di social networking.

Ma nella lettura di questi fenomeni, ormai entrati a far parte del linguaggio e dell’esperienza comuni, qualcosa sembra sempre sfuggire: qual’è in fondo il significato sociale di “informazione”? Come viene costruito il concetto di informazione nell’immaginario mediale? Come si possono collocare i comportamenti individuali e quale ruolo giocano nell’universo sociale dell’informazione?

Chiarire il corredo semantico che si snoda intorno all’idea di informazione significa non solo tentare di comprendere le svariate etichette applicabili alla contemporaneità (globalizzazione, economia della conoscenza, società del rischio, post-umano ecc.), ma anche spingersi fin verso le fondamenta della complessità del sociale e del rapporto fra individuo e società, in precario equilibrio fra inconciliabile opposizione e perfetta omologia. Giulia Caramaschi si sofferma su questi nodi adottando una prospettiva apertamente debitrice da un lato alla teoria dei sistemi sociali di Niklas Luhmann, dall’altro alle teorie di stampo marxista.

pp. 201, ISBN 978-88-491-2816-1, € 18,00
 
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